GLI ALFA-1 BLOCCANTI NELLA TERAPIA DELL'IPERTROFIA PROSTATICABENIGNA (IPB)
Di NicolaStefano, Casale Paolo, Mazzone Luigi

L'Iperplasia Prostatica Benigna (IPB) rappresenta una patologia tra le più comuni nel maschio. La prevalenza di tale patologia, dimostrata dal riscontro anatomopatologico, è stimata pari al 100% in soggetti di età superiore a 40 anni (1). Trattasi di vera e propria problematica di salute pubblica internazionale, così come è stato recentemente ribadito in ambito della "Quarta Consultazione Internazionale sulla IPB" (2).
L'IPB ha una eziopatologia multifat-toriale, nella quale i fattori di crescita e gli ormoni (estrogeni ed androgeni), ricoprono un ruolo di primaria importanza. Infatti la ghiandola prostatica costituisce un classico esempio di struttura ormono-dipendente; testosterone ed estrogeni regolano il trofismo e le attività secretive ghiandolari in funzione della derivazione embrionale delle varie porzioni. In accordo alla classificazione anatomica proposta da Mc Neal, la zona posteriore - sede di localizzazione del carcinoma prostatico - è strettamente sottoposta al controllo del testosterone, mentre la zona di transizione - sede della IPB - derivante dai dotti del Muller, prevalentemente rappresentata da stroma ed affine alla muscolatura uterina, è sottoposta a controllo estrogenico.
Anche il riscontro anatomopatologi-co dimostra inequivocabilmente che in caso di IPB la componente stromale periuretrale è predominante rispetto a quella ghiandolare ed il rapporto stroma/epitelio è pari a 5:1. Contemporaneamente all'incremento stromale aumentano proporzionalmente il numero dei recettori per gli estrogeni ed alfa-1 adrenergici tissutali. Lo stroma è estrogeno-dipendente. Gli estrogeni hanno azione mitogena diretta ed azione permissiva sullo stimolo mitogeno mediato dal fattore di crescita fibroblastico (FGF, Fibroblast Growth Factor ). Si ritiene che tale azione possa essere responsabile della fase iniziale dell'IPB. Oltre all'azione diretta, gli estrogeni determinano anche un aumento tissutale di DHT (Diidrotestosterone) e dei rispettivi recettori, favorendo il mantenimento della condizione iperplasica (1-2).
Shapiro et al.(3) hanno mostrato che a seguito del trattamento con alfa-bloccanti esiste un rapporto diretto tra la densità zonale di muscolo liscio nel tessuto di IPB umano ed il miglioramento della quota del flusso urinario di picco. Questo studio indica in modo chiaro che il blocco alfa-adrenergico migliora l'ostruzione vescicale agendo direttamente sul muscolo liscio.
L'alfa-1 bloccante ideale dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

Attualmente in commercio sono disponibili diversi alfa-bloccanti tra cui quelli più utilizzati sono la Tamsulosina, la Doxazosina, la Prazosina, la Terazosina, la Alfuzosina.
A nostro avviso la molecola più interessante dal punto di vista terapeutico è la Doxazosina. Essa è un antagonista selettivo dei recettori post-sinaptici alfa-1 presenti in sede uretrale e capsulare prostatica ed a livello del collo vescicale. La doxazosina è caratterizzata da rapidità d'azione (T-max=2 h) ed emivita di eliminazione di circa 22 h, significativamente superiore agli altri alfa-litici (4,5). Questa caratteristica consente un'efficace copertura della sintomatologia nell'intero arco delle 24 h. è noto altresì come la lipofilia possa influenzare la selettività clinica degli alfa-1-litici, migliorando la penetrazione nella capsula prostatica dove i recettori alfa-1-adrenergici sono prevalentemente localizzati. La Doxazosina è caratterizzata da un'elevata lipofilia, e pertanto da efficace penetrazione tissutale (6). L'azione miorilassante selettiva della Doxazosi-na sulla muscolatura uretrale e prostatica determina un significativo miglioramento dell'urodinamica renale in pazienti affetti da IPB, come si evince da uno studio a lungo termine (fino a 48 mesi) condotto con il farmaco in questione, su 450 pazienti affetti da IPB (7). Da studi condotti su circa 1000 pazienti che assumevano Doxazosina al dosaggio medio di 4 mg./die, già dopo 2 settimane di terapia si notava:

In ambito di specifico studio clinico pianificato al fine di valutare la durata d'azione nel tempo degli effetti della Doxazosina, quest'ultima è risultata efficace per 45 mesi, vale a dire fino al termine dello studio. La Doxazosina è dotata di buona tollerabilità; è priva di effetto ipotensivo rilevante nel soggetto normoteso e solo raramente può determinare ipotensione ortostatica; inoltre, la presenza in circolo del farmaco non interferisce con la misurazione dei livelli sierici di PSA. Si considera in fine che l'analisi dei risultati emersi dagli studi clinici e l'esperienza acquisita sul farmaco, conferiscono alla Doxazosina un ruolo molto importante per il trattamento del paziente affetto da IPB, anche i considerazione che, a differenza di altre terapie, tale approccio non solo non si accompagna a modificazioni funzionali della sfera sessuale, ma è anzi frequentemente correlato a significativi miglioramenti sia dal punto di vista della funzione erettile che in termini di libido (8,9).

Bibliografia

1) Keane P.F. et al. : "Androgen ablation in the treatment of benign prostatic hyperplasia: a preliminary report". Br. J. Of Clin. Prac.; 41, 4, (suppl.48), 80-83, 1987.

2) Denis L. et al.: 4th International Consultation on Benign Prostatic Hyperplasia (BPH), Paris , July 2-5, 1997.

3) Shapiro E., Hartanto V., Lepor H.: "The response to alpha - blockade in benign prostatic hyperplasia is related to the percent area density of prostate smooth muscle ". The Prostate; 21 :297-307, 1992.

4) Pool J.L.: "Unic aspects of Doxazosin: a 3rd generation alpha - blocker". Eur.Urol. 29 (suppl.1), 31-39,1996.

5) Kaplan S.A.: "Doxazosin in the older male :efficacy in treating benign prostatic hyperplasia". Eur.Urol. , 29,(suppl.1) , 17-23 , 1996.

6) Kirby R.S.: "Clinical relevance of alpha - blocker selectivity". 4th Int.Consultation on BPH , Paris , 1997.

7) Lepor H. et al.: "Doxazosin for BPH: long-term efficacy and safety in hypertensive and normotensive patience". J. Urol. 157, 525-530,1997.

8) Anderson K.B. et al.: "Doxazosin and ather alpha -1-adrenoceptor antagonists: effects on sexual function". 4th Int. Consultation on BPH,Paris, 1997.

9) Guthrie R.M. et al :"Effect of Doxazosin therapy on symptoms of benign prostatic hyperplasia and sexual function in hypertensive patiens. 4th Int. Consultation on BPH, Paris, 1997.